Biografia di Woody Allen

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Allen Stewart Konigsberg, il futuro Woody Allen, venne al mondo nel ’35 da una famiglia ebrea, nel Bronx di New York.

Nel ’43 nacque Letty, sua sorella e futura produttrice dei suoi film. Nacque in quel periodo anche la sua passione per il cinema, che si era manifestata per la prima volta nel 1937 grazie al film Biancaneve e i sette nani, il primo lungometraggio prodotto da Walt Disney.

Ma gli interessi erano tanti, negli anni dell’adolescenza, e sbocciavano uno dietro l’altro. Lo sport, il jazz, la magia. Il ragazzo cercava affannosamente la sua strada, che, già si capiva, non sarebbe stata quella dell’impiegato. Se c’era un interesse che non sbocciava era quello per la scuola. Woody era indisciplinato e poco studioso.

Gli inizi di Woody Allen

Il ragazzo non era ancora diciottenne quando prese il nome con cui il mondo l’avrebbe conosciuto. Iniziò a farsi largo nello spettacolo e a scrivere gag per show televisivi.

Finalmente un giorno venne assunto e poté cominciare la sua carriera di autore televisivo.

Nel ’55 si legò sentimentalmente ad Harlene. I due si sposarono nel ’56. Lasciarono Los Angeles, la loro città di quel periodo, e presero casa a New York. Avrebbero divorziato nel ’62.

Woody lavorava come un matto. Alla televisione affiancò il teatro iniziando a fare esperienza come regista. Ma era ancora poco. Così diede anche il via alla sua carriera di cabarettista. I teatri gli tributarono la prima manciata degli applausi che sarebbero arrivati da tutto il mondo. Il suo personaggio nevrotico e timido, che avrebbe nutrito anche il suo cinema, era Woody portato sul palco. Era in questo periodo che Allen si rivolse alla psicoanalisi, che sarebbe stata sua fedele compagna di vita.

I primi successi

Woody prese la strada del cinema e della gloria nel 1965. Il film Ciao Pussycat di Clive Donner fu il suo esordio come attore e sceneggiatore.

Il 1966 fu l’anno del suo secondo matrimonio, con l’attrice Louise Lasser, che avrebbe recitato nelle prime pellicole del marito. Proprio nel ’66 Woody Allen esordì alla regia cinematografica con Che fai, rubi?.

Il 1969 fu un anno fondamentale per il regista. Dopo aver divorziato da Louise, portò in scena, a Broadway, Provaci ancora, Sam. Le quasi cinquecento repliche ne fecero un grande successo teatrale e sancirono il talento comico di Woody. Fu con quest’opera che iniziò il suo sodalizio artistico con Diane Keaton, futura protagonista del cinema di Allen, per esempio in Io e Annie e in Manhattan, pietre miliari della carriera dei due. Che ebbero anche una storia d’amore importante.

Woody Allen, Diane Keaton (a destra) e il resto del cast di Provaci ancora, Sam.

Il punto di svolta di Io e Annie

Io e Annie del ’77 si rivelò una magistrale commedia tra il romanticismo e la nevrosi. Woody e la Keaton formarono una coppia di interpreti imbattibile. Le ansie e la comicità del grande regista toccarono vette altissime. Il film ebbe molti riconoscimenti, tra cui quattro Oscar, compresi quelli per la miglior regia ad Allen e per la miglior attrice protagonista alla Keaton.

Il percorso che aveva portato il regista all’affermazione definitiva di Io e Annie comprendeva film quali Prendi i soldi e scappa del ’69, Il dittatore dello stato libero di Bananas del ’71, Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere del ’72, Il dormiglione del ’73, Amore e guerra del ’75.

Il grande cinema di Woody Allen

Dopo Io e Annie, Woody ha continuato fino alla vecchiaia con il suo lavoro frenetico, sempre muovendosi tra commedia e dramma. La sua comicità è sempre stata raffinata, veicolo di cose più alte.

Allen ha sempre guardato ai grandi del cinema europeo, a cominciare da Federico Fellini, Ingmar Bergman, Michelangelo Antonioni. Ma anche la letteratura europea ha impregnato la sua creatività, da Kafka a Dostoevskij.

Woody Allen ha portato sullo schermo personaggi timidi, impacciati, malinconici. Schegge autobiografiche. Amori fallimentari. Nevrosi. L’irrequietudine colora la sua comicità e la sua New York. È una New York decadente e quasi europea quella di Woody. Ed è una metropoli tutta pervasa dal jazz, grande passione del regista. La musica di Gershwin imbeve il sublime bianco e nero di Manhattan, film del ’79 pieno di malinconie e di atmosfere decadenti, che qualcuno considera quasi un sequel di Io e Annie.

Tra i tanti film, Zelig dell’83, Broadway Danny Rose dell’84, La rosa purpurea del Cairo dell’85, Hannah e le sue sorelle dell’86 (tre Oscar), Settembre dell’87, Crimini e misfatti dell’89, Alice del ’90.

Il regista nel 2006.
Foto di Colin Swan su Flickr, CC BY-SA 2.0.

Le tempeste private di Woody Allen

Dall’inizio degli anni Ottanta fino al ’92, Allen ebbe una relazione con Mia Farrow, che il regista, come aveva fatto per Louise Lasser e per Diane Keaton, scelse come protagonista di molti suoi film di questo periodo. I due ebbero un figlio nell’87, Ronan Farrow. Anni dopo Mia disse che in realtà Ronan forse era figlio di Frank Sinatra, ex marito dell’attrice, con cui, anche dopo il divorzio, aveva proseguito i rapporti. Woody e Mia adottarono nell’80 Moses e Dylan.

Nel ’92 la Farrow accusò Woody di aver abusato di Dylan, sulla base dei racconti della bambina. Nello stesso periodo scoprì delle foto porno di Soon-Yi, la figlia ventenne che aveva adottato con il suo secondo marito, scattate da Allen. Il regista disse che quelle foto le erano state chieste dalla ragazza. Rivelò anche di avere una storia con lei. Negò le accuse di violenza su Dylan, e, dopo la fine della relazione, fece causa alla Farrow incolpandola di aver costruito la storia della violenza e chiedendo la custodia dei tre figli. Le indagini conclusero che la bambina aveva inventato il suo racconto, forse condizionata dalla madre. L’attrice ottenne comunque l’affido dal tribunale.

Allen e Soon-Yi si sposarono a Venezia nel ’97. In seguito adottarono due bambine.