Biografia di Ornella Vanoni

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Ornella Vanoni nacque a Milano il 22 settembre del ’34.

Studiò in giro per l’Europa, finché, a diciannove anni, si iscrisse all’Accademia d’arte drammatica del Piccolo di Milano, diretto da Giorgio Strehler. Proprio con Strehler iniziò una storia sentimentale.

Debuttò come attrice nel ’56. Ma la sua strada era la musica.

Si fece conoscere come cantante con le canzoni della mala. Strehler, Dario Fo, Carpi, Negri e qualcun altro scrissero per lei brani popolari che parlavano di cronaca nera, delinquenti, poliziotti. La Vanoni fu in tour fino a fine decennio.

A quel periodo risalgono anche le sue prime incisioni, due Ep con cui Ornella si fece apprezzare con le canzoni della mala, tra cui Ma mi e Le mantellate. Cominciavano così a farsi conoscere la sua voce affascinante e il suo tono impegnato.

Ma gli anni Sessanta erano alle porte, la relazione con Strehler era finita, e nuove storie e collaborazioni attendevano la Vanoni.

Gli anni Sessanta di Ornella Vanoni

Era il 1960 quando Ornella e Gino Paoli diedero inizio a una delle storie sentimentali più celebri della canzone italiana.

Paoli cominciò a scrivere per lei canzoni d’amore con cui la Vanoni si allontanava dalla sua immagine precedente. In particolare di Paoli la cantante incise la celebre Senza fine, pubblicata successivamente anche dal suo autore.

Nonostante il sentimento che la legava a Gino, nel giugno del ’60 Ornella sposò Lucio Ardenzi. I due ebbero un figlio, Cristiano, nato nel ’62, quando la coppia era ormai separata.

La cantante continuava anche la sua carriera di attrice.

Nel ’64 vinse il Festival di Napoli cantando Tu sì ’na cosa grande con Modugno.

Partecipò in questi anni a varie edizioni del Festival di Sanremo. In particolare, La musica è finita, scritta da Nisa e Califano per le parole e da Bindi per la musica, sarebbe restata una delle canzoni più amate dall’artista milanese. Una canzone ricca di suggestioni, adatta alla sua voce sensuale. La musica è finita fu presentata a Sanremo nel ’67, nella tragica edizione della morte di Luigi Tenco.

Proprio Tenco era uno degli artisti più apprezzati da Ornella. Che nel ’68 e nel ’69 incise tre dei suoi brani nei due Lp in cui rilesse ventiquattro canzoni di cantautori che amava.

Ornella Vanoni
Negli anni Sessanta.

La maturità artistica di Ornella Vanoni

Nel ’70 uscì l’album Appuntamento con Ornella Vanoni, che raccoglieva alcuni suoi pezzi incisi fino a quel momento. Tra questi Una ragione di più, per la quale scrisse le parole con Califano, e L’appuntamento, cover di un brano del brasiliano Roberto Carlos. L’appuntamento, uscita anche come singolo in quello stesso anno, fece stazionare per mesi la cantante ai vertici delle classifiche e sarebbe restata un marchio della sua arte. Che era prima di tutto capacità interpretativa e sensualità.

Nel ’71 la Vanoni si esibì all’Olympia di Parigi.

In quello stesso anno uscì in 45 giri Domani è un altro giorno, l’ennesima interpretazione da antologia.

La produzione di Ornella Vanoni è molto ampia. Negli anni Settanta i numerosi Lp e singoli ne consolidarono la fama. In particolare l’album La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria si impose come un caposaldo della sua discografia. Uscì nel ’76. Per questo lavoro la cantante collaborò con Vinícius de Moraes, Toquinho e Bardotti, rileggendo alcuni brani brasiliani. La canzone La voglia la pazzia sarebbe restata una delle sue più famose.

Alle tante pubblicazioni di questo decennio si aggiungevano le frequenti apparizioni televisive. Il brano La voglia di sognare fu anche sigla del programma radiofonico Gran varietà. Il brano fu scritto da Luigi Lopez e dalla Vistarini, gli stessi che anni dopo avrebbero firmato La nevicata del ’56 di Mia Martini.

Verso il mito

Il decennio successivo confermò la grandezza di Ornella.

La cantante collaborò con maestri della canzone d’autore come Paolo Conte, Lucio Dalla, Fabrizio De André.

Per l’album Duemilatrecentouno parole (1981) fu premiata al Tenco. Di quest’album fu autrice di vari pezzi, per esempio Musica musica.

Il tour che a metà decennio la Vanoni fece con Gino Paoli, l’amico di una vita, fu un successo.

Nell’album Ornella &… (1986), la cantante rilesse con successo in chiave jazz venti canzoni italiane, avvalendosi di collaborazioni prestigiose.

Nell’89 rimise i piedi sul palco di Sanremo con Io come farò, scritta per lei da Gino Paoli.

Una carriera longeva

Ormai il mito era stato scritto. Ma la Vanoni ha continuato nei decenni successivi a pubblicare album e a esibirsi in tour. Ha trovato nuovi successi commerciali. Ha collaborato con tanti, da Mina a Carmen Consoli, da Roberto Vecchioni a Gianna Nannini, da Samuele Bersani a tanti altri. Ha continuato a muoversi tra i generi, pop, canzone d’autore, jazz, bossanova. Ha continuato a incantare con il suo timbro inconfondibile e aristocratico. In più ha partecipato ad alcuni film. A questo bisogna aggiungere le sue apparizioni televisive, nelle quali si è sempre distinta per l’anticonformismo, la schiettezza, l’ironia.

Ornella Vanoni ha ricevuto numerosi riconoscimenti, dal Premio alla carriera avuto a Sanremo nel ’99 al Premio Lunezia alla carriera del 2010.