Samuele Bersani, nato a Cattolica nel 1970, è uno dei cantautori più lodati della sua generazione e alcune sue canzoni sono veri e propri gioielli.
A scoprire il cantautore romagnolo fu Lucio Dalla. I due tra l’altro scrissero insieme il brano Canzone, successo di Dalla del ’96.
Alla base delle canzoni di Samuele Bersani c’è un riconoscibilissimo intreccio di estro poetico e vena melodica.
Di seguito ricordo tre dei suoi brani più belli.
Chicco e Spillo
Chicco e Spillo fu il singolo che lanciò Bersani. Lo fece conoscere a un pubblico ampio, grazie ai tanti passaggi radiofonici. Fu l’alba di uno dei cantautori più interessanti della nuova generazione, quella affermatasi negli anni Novanta.
Chicco e Spillo uscì nel ’92. E trainò il primo album di Samuele, C’hanno preso tutto, uscito in quello stesso anno.
La canzone parla di due fratelli, Chicco e Spillo, che vivono di delinquenza e di droga. Ma l’ennesimo furto non ha l’esito sperato, e i due ragazzi vengono braccati dalla polizia.
L’aspetto più interessante del brano è il contrasto tra il racconto di queste vite vissute ai margini e la musica spensierata. Fu proprio quella musica, dominata nell’arrangiamento dalle tastiere, a catturare larghe fette di pubblico.
Giudizi universali
Giudizi universali è una delle canzoni dell’omonimo Samuele Bersani, il terzo album dell’artista romagnolo. L’Lp uscì nel ’97. Il brano fu pubblicato anche come singolo, sempre nel ’97.
L’album mostrò i passi da gigante fatti da Bersani. La sua scrittura poetica era ora più matura e complessa, ricca di metafore.
Giudizi universali è il brano più celebre di quel 33, premiato sia dalla critica che dalle vendite. Ebbe anche il Premio Lunezia.
La canzone parla di una storia d’amore che finisce. Ma è lontanissima dalle ovvietà che spesso infarciscono questi brani. Le parole sono ispirate, ricche di inventiva. La musica è intensa.
Potrei ma non voglio fidarmi di te
Io non ti conosco e in fondo non c’è
In quello che dici qualcosa che pensi
Sei solo la copia di mille riassunti
Leggera, leggera si bagna la fiamma
Rimane la cera e non ci sei più

Foto di Capannori Eventi, CC BY- SA 2.0.
En e Xanax
En e Xanax è per certo una delle canzoni più intense di Samuele Bersani, a cui lo stesso autore è quanto mai legato, al punto di essersi tatuato il titolo del brano.
En e Xanax sono due ragazzi con storie diverse alle spalle. Lei è «la figlia di un’americana trapiantata a Roma», lui è «un figlio di puttana ormai disoccupata». Ma in comune hanno gli attacchi di panico. Motivo per il quale il cantautore li chiama con i nomi di due farmaci.
Le loro storie dure li portano a incontrarsi, dopo «un comune attacco di panico». E li portano a vivere una bellissima storia d’amore. Perché nell’amore e nella condivisione della paura si può trovare la salvezza. Stupendi questi versi:
Se non ti spaventerai con le mie paure
Un giorno che mi dirai le tue
Troveremo il modo di rimuoverle
In due si può lottare come dei giganti contro ogni dolore
La musica, senza mai essere banale, strizza l’occhio alle vendite. Su quella musica Bersani ha impiantato un testo poetico di singolare bellezza. Immagini come «sovrapponevano il battito cardiaco» sono indimenticabili.
En e Xanax è un brano consolatorio che ci ricorda che nella relazione (tra fidanzati, tra amici ecc.), se c’è vero amore, si vive in un mondo nuovo.
Il brano uscì nel 2013, come l’album da cui fu tratto, Nuvola numero nove.