Jim Morrison e Pamela Courson. Una storia rock

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Jim Morrison e Pamela Courson, la storia rock per eccellenza, una storia che non poteva non passare per Parigi.

Parigi è Parigi, città di bohème e di arte, di sogni e di malinconie.

Quel 3 luglio, a Parigi, terminavano i giorni di Jim Morrison. Era il 1971.

Jim morì a ventisette anni, come Jimi Hendrix e Janis Joplin. La sorte che aspettava anche Kurt Cobain ed Amy Winehouse.

Tra bistrot e lungosenna, Parigi era Parigi, come ogni notte, mentre il destino si compiva, al 17 di rue de Beautreillis.

Pamela fu l’unica testimone delle ultime ore di Jim.

Arrivava così alla fine una delle storie d’amore più leggendarie del rock, iniziata cinque anni prima…

La Parigi amata da Jim Morrison e Pamela Courson
La Parigi amata da Jim Morrison e Pamela Courson, con i suoi caffè e i suoi bistrot.

Jim Morrison e Pamela Courson. L’incontro fatale

Nella primavera del ’66, quando i Doors si esibivano al London Fog, nel Sunset Strip di Los Angeles, una ragazza di diciannove anni, Pamela Courson, vi entrò più di una volta. Una di queste sere parlava con John Densmore, batterista del gruppo. Allora Jim Morrison, che ne era il magnetico leader e poeta, andò a sedersi dove i due chiacchieravano.

Fu così che quel giorno scoppiò la scintilla da cui sarebbe nata una delle più mitiche storie d’amore.

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Pamela era splendida. Piccola fisicamente ma carismatica, era di una bellezza delicata. Sorriso mozzafiato, capelli rossi, lunghi, lisci. Quando conobbe Jim, aveva storie con un paio di ragazzi, Tom Baker e Jean de Breteuil, aristocratico francese che la riforniva di hashish.

Un legame indissolubile

La Courson viveva a Los Angeles da circa tre anni. Si era allontanata dalla famiglia e dalla scuola. Inquieta, ribelle, anticonformista, in anticipo sui tempi.

Pam era folle non meno di Jim Morrison. Si sarebbero traditi a vicenda, ma si sarebbero amati alla pazzia. Avrebbero percorso insieme le strade dell’underground, delle droghe, dell’autodistruzione, della ribellione estrema.

Entrambi avevano abbandonato i genitori e il perbenismo, venivano da traumi infantili, avevano un padre militare. Quando s’incontrarono, la rockstar emergente di Los Angeles, che di lì a poco avrebbe spiazzato il mondo, e la ragazza ribelle e isterica che faceva girare mezzo Sunset Strip con le sue minigonne, le camicette colorate, le forme graziose che nascondevano il fuoco e la tempesta, erano già uniti per sempre.

E poi le litigate leggendarie

Racconta Stephen Davis, autorevole biografo di Jim Morrison: «Jimmy e Pamela erano insieme da circa sei mesi quando lui portò nell’appartamento di lei un po’ di suoi vestiti, i libri e la coperta elettrica. In quello stesso periodo i due cominciarono a litigare moltissimo: epiche scenate per motivi di infedeltà, mancanze di riguardo e altre questioni che uscivano rumorosamente dalla porta e dilagavano in strada. Almeno una volta la settimana Pam esplodeva in accessi di rabbia, apriva la finestra della camera da letto e gettava di sotto i vestiti e i libri di Jim, strillando maledizioni e sanguinose minacce in un vortice di stracci e pagine stampate».

Ma era un amore grandissimo, una storia scritta nel destino.

Jim Morrison avrebbe lasciato tutto a Pamela Courson. Pamela Courson, alla morte di Jim Morrison, si sarebbe distrutta e sarebbe morta tre anni dopo.