Janis Joplin. Sprazzi di una biografia inquieta

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Janis Joplin nacque nel gennaio del ’43 a Port Arthur, nel Texas.

Nell’adolescenza cominciarono a manifestarsi i suoi demoni. Negli anni del liceo Janis era piena di complessi. Non amava il suo corpo. Il suo viso era ricoperto di acne.

La ragazza era bullizzata. «Molti studenti ricorderanno il loro passato come il periodo più bello della vita ma io troverò il mio splendore lontano da questa città soffocante.»

La sua strada in realtà la Joplin cercò di trovarla subito, in quella città soffocante.

Iniziò ad abitare nel Ghetto, tra le case popolari. In quel posto si suonava. E lei cominciò a cantare. Cominciò anche a bere bourbon.

Poi una notte di gennaio partì per San Francisco.

Il suo canto roco, i suoi modi sgraziati, la sua sincerità disperata presero a riempire i locali. Ma il successo era lontano.

Le droghe si affiancarono all’alcol. E Janis cominciò a parlare con la morte.

Janis Joplin

Verso la leggenda

Aveva poco più di vent’anni la Joplin quando tornò nella città soffocante. Forzò i suoi panni dentro quel provincialismo. Dentro quelle certezze antiche.

Ma Janis era Janis. Così nell’estate del ’66 era di nuovo a San Francisco, dove bolliva il futuro. Diventò la cantante dei Big Brother and the Holding Company, con cui avrebbe inciso due album, prima di iniziare la carriera solista.

La Joplin diventò presto un’icona hippie. Cominciò a vestire colori, a indossare collane e anelli. Ma Janis non era un’hippie, nonostante le apparenze. La protesta gioiosa e la gioventù spensierata non facevano per lei. Lei combatteva contro i suoi demoni.

Intanto il bourbon scendeva, uno dietro l’altro, in tutta quella solitudine. La voce diventava sempre più sporca. Quella voce incantò Monterey, nel giugno del ’67.

Janis Joplin. La gloria e la morte

Quando domenica 18 giugno i Big Brother and the Holding Company salirono sul palco del Festival di Monterey poche ore dopo la loro prima esibizione, nessuno immaginava cosa stesse per accadere.

Quel giorno d’estate, quel 18 giugno, Janis Joplin smise di essere la cantante dei Big Brother e diventò Janis Joplin. La band era al servizio di quella voce celestiale. Quando attaccò la sua versione di Ball and Chain, la ragazza si trasfigurò. Tutti furono rapiti. Un’intensità totale, tra slanci rabbiosi e dolcezze. Si era ai vertici del blues bianco. Tutti restarono estasiati. Quella voce roca, ora aggressiva, ora malinconica, entrava dritta nelle leggende.

Quella voce incantò anche Woodstock, due anni dopo.

Janis Joplin arrivò alla sua maturazione con Pearl (gennaio ’71), il suo secondo album solista, che la consegnò alla leggenda. Pearl uscì tre mesi dopo la morte di Janis per overdose di eroina. La ragazza era morta a ventisette anni.