Sussidiario illustrato della giovinezza

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I Baustelle pubblicarono Sussidiario illustrato della giovinezza, il primo album, nell’estate del 2000. Si imposero subito come una band di culto della scena indipendente. Quell’Lp nel tempo sarebbe uscito dai sotterranei e avrebbe raggiunto un pubblico più ampio. Ma non avrebbe mai perso il suo fascino di musica underground. Un 33 che colpì per la sua sintesi di vena pop e originalità. La scarsezza dei mezzi con cui venne prodotto gli dava un fascino retro e lo-fi.

La sincerità dell’album venne sottolineata dalle parole di Francesco Bianconi che ne seguirono l’uscita. «C’è anche una componente di sfida: non tanto – non solo – il desiderio di diventare famoso: per me Baustelle è fondamentalmente quello che non riesco a trovare in questo momento».

I Baustelle di Sussidiario illustrato della giovinezza

Se Francesco Bianconi era il frontman, anche gli altri del gruppo erano decisivi. La voce di Rachele Bastreghi (in Gomma e nella Canzone del parco) colpì molto. Per le musiche, Francesco collaborò con Massara, il tastierista della band, e con Brasini, che ne era il chitarrista. Fu l’autore delle parole. In seguito avrebbe scritto canzoni anche per altri e ne avrebbe raccolte alcune in Accade, il suo secondo album da solista.

Bianconi aveva alle spalle un background variegato, che spaziava dalla chanson francese di Jacques Brel e di Georges Brassens ai migliori cantautori italiani (Fabrizio De André, Franco Battiato, Piero Ciampi ecc.). In Sussidiario illustrato della giovinezza spiccano altre influenze, per esempio quelle della new wave degli anni Ottanta e del miglior rock italiano, dai CSI ai Diaframma. Ma i Baustelle erano se stessi. Il loro retroterra era la base di canzoni originali e fresche.

Rachele Bastreghi.
Foto di Monelle Chiti su Flickr, CC BY 2.0.

Viaggio nell’adolescenza

Bianconi e compagni in questo album cantano l’adolescenza, una fase della vita sorprendente e inquieta. Ma non è solo la loro adolescenza a essere protagonista. Frammenti di ricordi ed emozioni si limitano a dare verità a un discorso che non è autobiografico.

In particolare Gomma è un brano che sa restituire in modo sorprendente il tumulto della prima giovinezza. La scoperta dell’altro sesso, le emozioni incandescenti, i primi impulsi erotici, la voglia di futuro e di orizzonti. La voce di Rachele qui è ai suoi vertici. Tra gli altri pezzi da novanta di questo Sussidiario illustrato della giovinezza troviamo Le vacanze dell’Ottantatré, La canzone del parco, La canzone del riformatorio, brano dove però irrompono la violenza e i destini amari.