Quattro canzoni di Alicia Keys

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Alicia Keys, nata a New York nell’81, è una delle cantanti più lodate della sua generazione, e varie sue canzoni sono diventate hit planetarie. Una voce che ha contribuito a trapiantare il soul nei nostri tempi.

Formatasi su artisti black diversissimi tra loro, che vanno da Whitney Houston a Nina Simone, da Stevie Wonder a Prince, ma anche sulla musica classica, ha creato uno stile unico. Anche facendo interagire gli elementi hip hop del suo neo soul con la classicità del piano.

Tra le sue canzoni incantevoli ci sono senz’altro queste quattro.

Fallin’

Fallin’ è una delle canzoni più belle di Songs in A Minor, l’album d’esordio di Alicia Keys. Fu il primo singolo estratto. Certo l’artista statunitense non si sarebbe potuta presentare meglio.

Quell’album uscì nel giugno del 2001. Vendette milioni di copie in tutto il mondo. Fu uno scossone per l’ambiente musicale, per la qualità dei brani, che trapiantavano il soul nel nuovo millennio. Il 33 fu sommerso di premi.

Fallin’ fu scritta per intero da Alicia Keys. Il brano conquistò i vertici delle classifiche di molti paesi. Diventò subito un cavallo di battaglia della cantante. La Keys fece miracoli con la voce, a partire dall’indimenticabile introduzione a cappella.

Il suo era talento puro. Aveva vent’anni, e sembrava essere nata con le sette note. Ricordava i grandi della musica dell’anima, da Aretha Franklin a Roberta Flack. In più sapeva suonare vari strumenti. In Fallin’ ci incantava con il piano.

Alicia Keys in tutto il suo splendore.
Foto di José Goulão, CC BY-SA 2.0.

A Woman’s Worth

A Woman’s Worth fu il secondo estratto di Songs in A Minor. Fu un altro successo, di critica e di pubblico. Un altro brano raffinato che esaltava la voce ricca e black di Alicia.

Il testo, che parla dei diritti delle donne, evidenzia un tratto decisivo della carriera della Keys e in generale della sua figura: l’impegno. L’artista non ha fatto mancare negli anni il suo sostegno a iniziative umanitarie di vario genere. Ha contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi della povertà e dell’Aids in Africa, sui diritti delle donne, sull’ambiente, sull’insensatezza della guerra. In più dal 2016 non si trucca, promuovendo così la bellezza vera. «Perché non voglio più coprirmi», dice Alicia. «Né la mia faccia, né la mia mente, né la mia anima, né i miei pensieri, né i miei sogni, né le mie difficoltà, né la mia crescita emotiva. Non voglio coprire niente.» Un’altra prova del suo anticonformismo e della sua autenticità.

If I Ain’t Got You

If I Ain’t Got You fu la seconda delle canzoni estratte da The Diary of Alicia Keys, il secondo album, pubblicato nel 2003. È un altro cavallo di battaglia dell’artista statunitense.

Il brano confermò le capacità vocali e interpretative della Keys, ma era una conferma scontata. Un video invernale accompagnava l’atmosfera raccolta della canzone.

Le acrobazie della voce soul di Alicia ci parlano di una storia d’amore. Ma soprattutto ci parlano della futilità delle cose, del potere, della fama. Delle persone che vogliono tutto e che in realtà non vogliono niente, perché tutto è niente se non ci si sente amati. Con questo brano risalta la capacità di quest’artista di nascondere significati alti dietro una storia qualsiasi. Il suo sapersi districare tra il pop e la profondità.

No One

No One fu il primo singolo del terzo album di inediti, As I Am, uscito nel 2007. L’Lp, che fu un bestseller, ha come filo conduttore l’aspirazione all’autenticità, all’essere se stessi.

No One è una canzone d’amore che fornisce il pretesto per rivendicare la propria autonomia rispetto ai giudizi sociali.

Con quasi dieci milioni di copie vendute in un anno, con la sua presenza costante in radio, con due Grammy, con il suo soul che non rinunciava al pop, No One diventò all’istante la hit per eccellenza di Alicia Keys e fece arrivare a tutti il profumo del rhythm and blues.