Aretha Franklin. Cinque canzoni iconiche

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Negli anni Sessanta il soul si affermò come genere tra i più importanti, e le canzoni di Aretha Franklin, vecchia bambina del coro gospel di una parrocchia di Detroit, furono decisive per lo sviluppo di questa musica.

Nella voce soul di Aretha, dichiarata «una meraviglia della natura» dallo Stato del Michigan, si incontrano il gospel, il jazz, il blues, il pop, il rock and roll e qualsiasi movimento dell’anima, dalle malinconie alla gioia, dalla ribellione a qualsiasi sfumatura. Considerata all’unanimità uno dei più grandi della musica del Novecento, la Franklin ha influenzato una miriade di cantanti.

La seconda metà dei Sessanta fu un periodo d’oro per lei. Ecco cinque tra le più belle e iconiche canzoni di Aretha Franklin di quegli anni.

Respect, una delle canzoni simbolo di Aretha Franklin

Respect è una delle canzoni dove è più evidente la capacità di Aretha Franklin di fare suo un brano. Il pezzo era di Otis Redding, che l’aveva inciso nel ’65 ottenendo un buon successo. Ma la Franklin gli diede nuova vita, a tal punto che questa versione è uno dei simboli e dei punti più luminosi della sua carriera, inserita da «Rolling Stone» al primo posto nella lista delle cinquecento canzoni più belle di tutti i tempi.

Il brano è un caposaldo di I Never Loved A Man The Way I Love You, l’album del ’67 con cui Aretha usciva da un periodo buio durato anni, lungo i quali non era riuscita ad affermarsi. L’incontro con il produttore Jerry Wexler e il conseguente approdo all’Atlantic furono decisivi. Jerry Wexler aveva intuito le potenzialità interpretative della Franklin, e la lasciò libera di seguire le sue inclinazioni. Così la voce soul di Aretha poté uscire fuori, dando voce alla sua anima e alle sue malinconie.

Respect, con cui, nella versione della Franklin, una donna chiede rispetto al suo uomo, diventò in quegli anni una bandiera delle lotte per i diritti delle donne e degli afroamericani, ancora vittime di razzismo e di leggi discriminatorie. Un motivo in più per amare questa canzone.

Aretha Franklin nel periodo delle sue canzoni più belle.

A Change Is Gonna Come, una bandiera del movimento per i diritti civili

Aretha Franklin è stata un vessillo del movimento degli afroamericani. Gli anni Sessanta erano ancora pieni di razzismo, ma erano anche colmi di speranze e di lotte.

Nel ’63, l’anno della marcia su Washington di Martin Luther King e del suo iconico discorso, Sam Cooke, a un passo dalla morte, scrisse la memorabile A Change Is Gonna Come. Il brano non ebbe particolare successo in quel momento. Ma nel corso del decennio si affermò come un simbolo delle lotte per i diritti civili. A Change Is Gonna Come oggi è generalmente considerata una delle canzoni più prestigiose, dove bellezza e utilità politica camminano a braccetto. Lo stesso Barack Obama ha ricordato il brano in seguito alla sua elezione nel 2008.

Vari artisti si sono cimentati con questo pezzo. Tra questi Aretha Franklin, che lo pubblicò nel ’67 come ultima traccia di I Never Loved A Man The Way I Love You. La sua interpretazione, al solito, è ricca, ricchissima. Una voce miracolosa, che, al di là della grande tecnica, è incisa nel cuore di tutti noi per la capacità di seguire i moti dell’anima.

A Natural Woman. Aretha Franklin si consegna alla leggenda

Quando la mia anima era all’ufficio oggetti smarriti

tu sei arrivato per riaverla indietro.

Non sapevo proprio cos’era sbagliato in me

fino a che il tuo bacio mi ha aiutato a dargli un nome.

Ora non ho più dubbi sul motivo per cui vivo

perché se ti faccio felice io non ho bisogno di nient’altro.

Questi alcuni versi di (You Make Me Feel Like) A Natural Woman, scritti da Gerry Goffin. L’autrice della bellissima musica è Carole King. Ancora un’idea del produttore Jerry Wexler, che diede ai due lo spunto. Ma fu, neanche a dirlo, la voce della Franklin a consegnare alla storia della musica questo brano, inconcepibilmente bello ed emozionante. La sua interpretazione qui è ai vertici delle leggende e della poesia. Una delle canzoni di Aretha Franklin che hanno venduto di più, tornata nelle classifiche persino nel 2018, dopo la morte della cantante.

A Natural Woman è il soul. Chi volesse avere un’idea della musica dell’anima non dovrebbe fare altro che cercare questo brano e premere play. Un patrimonio di tutti noi.

Think, una delle canzoni più famose di Aretha Franklin

Think, pubblicato in 45 giri nel maggio del ’68, è una delle canzoni più famose di Aretha Franklin, scritta dalla stessa Franklin e da suo marito Ted White. Nel 1980 il film The Blues Brothers la riportò in auge, dandole una seconda giovinezza. Così oggi è difficile che qualcuno non abbia mai sentito questo rhythm and blues, che nella versione originale vede Aretha al piano. Un inno alla libertà delle donne.

I Say A Little Prayer

I Say A Little Prayer fu portata al successo da Dionne Warwick alla fine del ’67. Aretha Franklin pubblicò la sua versione nel ’68, prima come singolo, poi inserendola nell’album Aretha Now.

Un’Aretha nel pieno del suo fulgore. La fine dei Sessanta, tra il periodo buio dell’altra parte del decennio e il momentaneo declino degli anni Settanta, fu la fase più gloriosa di questa gloriosa artista.