Il 4 giugno del ’76, al Lesser Free Trade Hall di Manchester, i Sex Pistols diedero vita a un concerto iconico, che sarebbe restato tra le favole del punk rock. Quello show fu un momento cruciale per la storia del punk. La rozzezza di quella musica, l’energia e la ribellione dei Pistols, da quel 4 giugno, invasero l’Inghilterra.

Il pubblico di quella sera
C’è chi parla di quaranta spettatori, chi di cinquanta o sessanta. Quello che è certo è che i testimoni di quell’evento non erano più di un centinaio. Tra questi alcuni ragazzi che dopo quel giorno si affrettarono a formare le loro band, Joy Division, Smiths, Fall, capisaldi del post punk. C’è chi giura che anche Mick Hucknall, il futuro leader dei Simply Red, quella sera fosse lì.
Il concerto leggendario dei Sex Pistols
L’influenza di quel concerto fu enorme. I Sex Pistols fecero capire a quei ragazzi che tutti potevano fare rock se si aveva qualcosa da esprimere. L’energia rozza dei Pistols ne era un esempio. Nonostante la sua tecnica quasi inesistente, o meglio, proprio grazie a quella tecnica quasi inesistente, la band inglese diede voce al malcontento di una generazione, alla rabbia delle periferie, alle disperazioni di un’epoca. La sua arte era grande perché spontanea, fatta di improvvisazione e di rudezza. Era un’arte che trovava la sua dimensione giusta sul palco. E proprio da quel palco, quello del Lesser Free Trade Hall, quel 4 giugno del ’76, i Sex Pistols codificarono definitivamente il linguaggio del punk rock, un genere che si opponeva alle buone maniere, che sputava in faccia al conformismo, che voleva mettere in subbuglio l’Inghilterra.
Quell’esibizione fu un’esplosione che si sarebbe propagata oltre i confini del punk. In quella notte di Manchester ci fu una sorta di Big Bang.
Nel 2016, la pubblicazione di un cofanetto che contiene la registrazione di quel concerto ci riportò in quel clima di malessere giovanile, in quell’urgenza di ribellione, in quello snodo cruciale del rock.
In quel concerto di Manchester, il coraggio e l’eversione dei Sex Pistols erano all’apice. La band vomitò tredici brani. Tra questi No Feelings, Seventeen, Pretty Vacant, Problems, oggi considerate pietre miliari dell’irriverenza.
Verso la fine della loro breve carriera, i Sex Pistols cominciarono a imitare se stessi. Ma in quella notte quasi estiva di Manchester erano all’apice dell’autenticità.