Acido Acida dei Prozac+

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Se si ascolta Acida (1998), canzone simbolo di Acido Acida, il secondo Lp dei Prozac+, si viene subito catapultati nella seconda metà dei Novanta. In effetti quel brano conquistò le classifiche e le radio. Era impossibile non conoscerlo. Fu una delle hit italiane di quel periodo. Così quella canzone trainò l’album, che vendette quasi duecentomila copie.

Le canzoni di Acido Acida si inserivano nel contesto internazionale del punk revival. Guardavano al pop punk californiano. Che, mischiando le caratteristiche del punk alla melodia, fece uscire il punk rock dall’underground nel quale era finito negli anni Ottanta.

Acido Acida dei Prozac+

Con Acido Acida, i Prozac+ facevano interagire la semplicità musicale tipica del punk, la sua rozzezza, la sua energia, i suoi ritmi veloci con melodie accattivanti. Così da un lato facevano l’occhiolino ai nostalgici del punk e dall’altro alle classifiche. Nei loro concerti i ragazzi ballavano il pogo, il ballo collettivo inventato, si dice, da Sid Vicious, il bassista dei Sex Pistols. E i ragazzi che non sapevano nemmeno dove stessero di casa i Sex Pistols erano presi ugualmente da quelle canzoni.

Oltre ad Acida, l’Lp contiene vari pezzi interessanti: Prato, Colla, Betty tossica, per esempio.

Sul piano tematico, ricorrono il disagio giovanile, le inquietudini, le droghe. Del resto lo stesso nome della band è quello di un antidepressivo. I Prozac+ portarono a galla le periferie e i tormenti di una generazione. Nella hit Acida, il viaggio di cui si parla naturalmente non è un viaggio fisico. È il viaggio di una persona impasticcata. Ma il tutto è condito dalla leggerezza e dall’ironia. Cosa che fece storcere il naso a qualcuno. Così come qualcuno storse il naso per quel punk così poco ortodosso, troppo orecchiabile. Ma furono proprio quei refrain così poco punk che fecero riemergere questo genere dai sottoscala.

I Prozac+ al tempo di Acido Acida
I Prozac+ al tempo di Acido Acida.

I brani di Acido Acida si aggirano tutti intorno ai tre minuti, cosa che ci ricorda i Ramones.

I tre Prozac+, tutti di Pordenone, erano Eva Poles (voce), Elisabetta Imelio (basso), Gian Maria Accusani (chitarra), autore dei testi. Il successo dell’Lp era dovuto in buona parte alla voce accattivante ed energica di Eva.

La band era a suo agio soprattutto nei concerti. Si esibì tantissime volte dal vivo. Quelle esibizioni contribuirono in modo massiccio al successo dell’Lp, rinverdendo il punk italiano.

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Quest’album è stato inserito (al novantottesimo posto) da «Rolling Stone Italia» tra i cento 33 italiani più belli di sempre.

Per il ventennale di Acido Acida, i Prozac+ si ritrovarono dopo dieci anni per un paio di concerti, pieni di nostalgia.