Frasi sulla Sicilia

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Le frasi sulla Sicilia che ho selezionato riguardano specialmente due aspetti. Il primo è il suo essere un incrocio di civiltà. In quest’isola sono passati diversi popoli che hanno lasciato segni visibili e segni invisibili, che fanno di questa regione una terra unica. Una terra che ha assorbito da tutti e che però è, nella sua fiera solitudine, solo la Sicilia. Il secondo aspetto che risalta in queste frasi è il sapore inconfondibile della Sicilia, fatto di pomeriggi assolati, di ulivi e di aranci, di zone aspre e di bellezze naturali, di profumi africani, di costumi antichi.

Frasi sulla Sicilia

Una città [Palermo] che sembra scivolare pigramente verso il mare. Un mare dal quale sono venuti tutti i popoli che hanno desiderato conquistarla. Fenici, romani, bizantini, arabi, normanni, spagnoli, francesi, piemontesi, austriaci. E tutti hanno lasciato delle bellezze immense. E forse proprio dal mare è arrivata quella malinconia che è una delle chiavi per capire la Sicilia. Insomma, qui nulla è siciliano, ma tutto si fa siciliano.

Alberto Angela

Palermo, capoluogo della Sicilia
Via di Palermo.

Il bello della Sicilia è la scoperta quotidiana di siciliani sempre diversi. Chiudere il siciliano in un ruolo di tanghero scostante è un errore grosso. Certo che esiste un siciliano di questo tipo ma c’è anche il sangue di tredici dominazioni. Credo che oggi, noi siciliani, abbiamo l’intelligenza e la ricchezza dei bastardi, la loro vivacità e arguzia.

Andrea Camilleri

Come infatti Bruxelles, e in una certa misura anche Strasburgo, rappresentano il cuore dell’identità europea, così la Sicilia potrebbe essere il luogo adatto a forgiare e a valorizzare un’identità mediterranea per i popoli che ne abitano le sponde. Né io né altri dobbiamo dimostrare quanto l’identità mediterranea sia radicata in Sicilia. Civiltà diverse – ellenica, romana, cristiana, araba ed ebraica – vi hanno lasciato profonde tracce storiche e culturali. Il bacino del Mar Mediterraneo costituisce un’unità geografica, climatica, archeologica e storica e la Sicilia è stata la culla di grandi e ricche civiltà quali quella occidentale e cristiana della moderna Europa, quella musulmana e quella ebraica.

Abraham Yehoshua

È impossibile pensare ai siciliani senza vedere per riflesso l’aria mediterranea che li avvolge, la sagoma dei fichi d’India e delle piante tropicali, senza sentire quasi il profumo delle zagare, che d’estate addormentano i sensi in un nirvana senza risvegli.

Sebastiano Aglianò

È una terra che cambia continuamente, diventando montuosa, di campagna, di pianura, di vigneti, di mari, di rocce, di architetture. In Sicilia anche le mura hanno voce, trasudano voglia di pellicola. Questa texture è qualcosa che senti nella macchina da presa. Non devi descrivere nulla, perché ti viene tutto addosso. Questa importanza storica, enorme, e questo crogiolo di culture, quando li vai a fotografare o mettere su fotogramma diventano musica che suona.

Gabriele Muccino

L’influsso spagnolo è l’ultimo; il primo è greco, il secondo e il terzo sono il saraceno e il normanno; il rinascimento qui ha colpito solo di striscio. Mescolate questi vari elementi culturali con un sole abbacinante, una terra africana, una quantità di polvere e una vegetazione meravigliosa, e avrete la Sicilia.

Karel Čapek

La Sicilia contiene le memorie dei romani, dei musulmani, dei cristiani e degli ebrei. La Sicilia è vicina anche geograficamente al Nord Africa. La Sicilia può essere la Bruxelles del Mediterraneo.

Abraham Yehoshua

Lampedusa, isola della Sicilia
Lampedusa, isola della provincia di Agrigento più vicina all’Africa che all’Europa. Il fascino della Sicilia, che risalta in queste frasi, deriva anche dal suo essere punto di incontro di popoli e di culture.

La Sicilia è un’isola meravigliosa, piena di storia e cultura. È un luogo in cui il passato e il presente si incontrano, e dove si può ancora sentire il respiro dei popoli che l’hanno abitata nei secoli.

Sigmund Freud

Questa terra, questa sconfinata solitudine schiacciata dal sole è la Sicilia. Che non è soltanto il ridente giardino di aranci, ulivi e fiori che voi conoscete o credete di conoscere. Ma è anche terra nuda e bruciata. Muri calcinati di un biancore accecante, uomini ermetici dagli antichi costumi che il forestiero non comprende. Un mondo misterioso e splendido di una tragica ed aspra bellezza.

Pietro Germi

Per finire propongo alcuni versi di Mal d’Africa, splendida canzone del Battiato siciliano, inclusa in Orizzonti perduti, album del 1983. Del brano ne ha dato una versione sentita anche Alice, includendolo in Gioielli rubati, album del 1985. In questa canzone vengono a galla i ricordi del suo autore, la Sicilia della sua infanzia. Il caldo africano, le lentezze, certe ore d’estate che assopiscono i sensi, i riti, la sonnolenza del dopopranzo, gli spiragli quasi metafisici di luce che entrano nella stanza dove si sta facendo la siesta. Tutto un mondo leggendario riemerge nella memoria dell’adulto portandovi torpori e profumi d’Africa.

Dopo pranzo si andava a riposare,

cullati dalle zanzariere e dai rumori di cucina;

dalle finestre un po’ socchiuse spiragli contro il soffitto,

e qualche cosa di astratto si impossessava di me.

Sentivo parlare piano per non disturbare,

ed era come un mal d’Africa, mal d’Africa.