Sandy e Danny di Grease

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Olivia Newton-John e John Travolta devono una parte non piccola della loro leggenda a Sandy e a Danny, i protagonisti di Grease.

La bellissima Olivia aveva già inanellato vari successi discografici e altri la attendevano. Nei panni di Sandy interpretò con Travolta parte della colonna sonora di Grease, uno dei film musicali più celebri di sempre, uscito nel ’78, diretto da Randal Kleiser. I brani You’re the One That I Want, Hopelessly Devoted to You, Summer Nights spopolarono e diventarono icone di gioventù. In particolare You’re the One That I Want si inseriva benissimo in quell’epoca di disco music.

John Travolta interpretò da par suo Danny, il duro che dissimula il suo sentimento per Sandy, ragazza ingenua e pulita, e che alla fine cede. Travolta confermò il suo recente successo della Febbre del sabato sera, che celebrava la discoteca. La parte di Danny era stata offerta in un primo tempo a Henry Winkler, il mitico interprete di Fonzie in Happy Days, la serie televisiva che, al pari di Grease, riportava a galla gli anni Cinquanta e il mito della gioventù che sboccia. Ma Winkler rifiutò, spalancando a John le porte di quell’occasione.

Sandy e Danny di Grease

Sandy e Danny sono un simbolo di giovinezza, più che due personaggi di un film.

Grease è un’idea. Un’idea fatta di quella voglia di gioventù che aleggia in tutto il film. Gli attori che interpretano quei liceali non hanno l’età dei liceali, e si vede. Le situazioni sono spesso caricaturali, esagerate. Ma proprio la mancanza di credibilità fa del film un’idea. Quegli anni vissuti tra feste, amori estivi, scorribande, musica, spirito di aggregazione nessuno di noi li ha mai vissuti per davvero. Quella giovinezza è un sogno sepolto dentro ognuno di noi. È una di quelle cose che esistono solo nei ricordi e nelle speranze. In Grease passato e speranze si incontrano in un presente ideale. Quella gioventù appartiene a tutti noi. Perché l’abbiamo sempre sognata, ricordata. Ma non appartiene a nessuno, proprio perché è solo sogno e memoria. È un profumo. Quel profumo impregna Grease.

Olivia Newton-John, la Sandy di Grease.

Un’emozione e una lacrima di nostalgia

Il film, da un certo punto di vista, non è un capolavoro. La storia non è certo originale. Lui e lei si innamorano, si allontanano tra reciproche gelosie, infine fanno la pace. Il tutto tra una canzone e l’altra. Ma proprio il suo non essere un film capolavoro fa di Grease un capolavoro. Perché Grease non vuole essere proprio un film. Vuole essere piuttosto un sapore, un’emozione, una lacrimuccia di nostalgia.

Quando la pellicola uscì, in quel ’78, molti giovani erano arrabbiati. Le periferie bollivano. I sogni di qualche anno prima si erano trasformati in disillusione. L’eroina uccideva come non mai. La nostalgia di una gioventù spensierata e carica di speranze pungeva. Quella nostalgia colorava Grease, ambientato negli anni Cinquanta, un decennio giovane e troppo lontano, fatto di novità, di rock and roll, di mode indimenticabili.