I Led Zeppelin, la band che rivoluzionò il rock

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Era l’autunno dell’80. Un autunno freddo, l’ultimo dei Led Zeppelin. Quel giorno di settembre John Bonham ci lasciò. Si sa, non disdegnava l’alcol. Quel giorno ci andò giù pesante, come altre volte. Nel sonno, il vomito lo soffocò. John Bonham, il batterista dei Led Zeppelin, morì così, a trentadue anni. Aveva fatto la storia della batteria. Dopo di lui niente sarebbe stato lo stesso, per quello strumento. Da quei tamburi John aveva cavato della musica. Nessuno lo aveva fatto come lui.

All’istante i Led Zeppelin si sciolsero. Era giusto così. Il Dirigibile era il prototipo della rock band. Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e, appunto, John Bonham. L’amalgama dei quattro era più importante della loro somma. Plant e compagni erano grandi non solo per le qualità individuali. I quattro formavano un tutto compatto e necessario. Si amalgamavano e si compensavano. Sciogliersi fu una decisione naturale. Senza uno di loro, il gruppo non c’era più. C’era solo da prenderne atto.

Robert Plant sul palco. I concerti dei Led Zeppelin erano vere esperienze orgiastiche. Il gruppo delegò molto ai suoi tour. Per il resto affidò la sua visibilità solo alla bellezza del suo rock. In effetti, senza singoli, senza titoli sui primi quattro Lp, il marketing della band era un geniale anti-marketing. La rivoluzione e la purezza del rock dei Led Zeppelin passavano anche da questo.
Foto di Dina Regine su Flickr, CC BY-SA 2.0.

La rivoluzione dei Led Zeppelin

Naturalmente, la grandezza di Page e soci, che culminò con Stairway To Heaven, brano del ’71, era fatta di tante cose. Dalla voce di Robert Plant, sempre in bilico tra dolcezza e orgia, ai guizzi di genio che uscivano dalla chitarra di Page. E poi quelle malinconie che ci sorprendevano, in mezzo a tanto fracasso. E mille altre robe.

Ma alla base di tutto c’era questa rivoluzione. Gli Zeppelin, tra la fine dei Sessanta e l’inizio dei Settanta, idearono la musica del decennio senza ideare niente. Raccolsero ciò che era nell’aria. Questo si chiama genio. I quattro presero il rock e lo estremizzarono. La musica di Page e compagni altro non era che rock, blues, psichedelia e tutto quello che già conoscevamo. Ma la violenza del rock, con loro, arrivò alle stelle, mettendo le basi dell’hard rock. Una cosettina così, semplice semplice. Ma le cose più geniali sono quelle più semplici.

La rivoluzione dei Led Zeppelin era limpida, comprensibile, quasi scontata. Ricavata dal fondo del rock. La band inglese cambiò tutto senza cambiare niente. Il suo rock pesante e puro era un passaggio tra il prima e il dopo. La sua musica era il vecchio che guardava avanti. Con i Led Zeppelin il rock rivoluzionò se stesso.