Geek the Girl di Lisa Germano

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Lisa Germano è una delle cantautrici più grandi della sua generazione, e il suo Geek the Girl è uno degli album più belli degli anni Novanta. La statunitense Lisa Germano, nata nel 1958, è un’artista della quale si può parlare in modo chiaro, senza prudenza. Non c’è rischio di sbagliarsi.

Geek the Girl, uscito nel 1994, è il compagno fedele degli spiriti tormentati. È, per continuare a parlare senza prudenza, un Lp da mettere sullo scaffale vicino a Desertshore di Nico e ai due dei Joy Division. È un’icona della desolazione al pari degli album citati. E come questi album ha una caratteristica che lo rende stupefacente: l’angoscia è vissuta con normalità. L’angoscia è spiattellata in faccia all’ascoltatore senza pudore.

Lisa Germano
La cantautrice nel 2007.
Foto di Bob Sanderson, CC BY-SA 2.0.

La desolazione cantata in Geek the Girl e la voce flebile di Lisa Germano

La voce è tutto in Geek the Girl. Dalla voce si capisce tutto, indipendentemente dal senso delle parole e da tutto il resto. La bellezza poetica, la bellezza melodica, la raffinatezza degli arrangiamenti sono infatti tutte a disposizione di quella voce fraterna. Una voce flebile, esausta, acquattata tra angosce senza via d’uscita. Se poi andiamo ad approfondire i testi ritroviamo quello che era già chiaro come il giorno. Infatti l’insicurezza sociale, la violenza sulle donne, l’incapacità di affermarsi, gli incubi atavici sono tutti tasselli di uno sconforto che già viene fuori in tutta la sua completezza dalla voce.

Geek the Girl è un’icona dello spleen. È una celebrazione funebre dove le lacrime sono già uscite tutte. È la compagnia perfetta quando è notte e non c’è più speranza.

Le vette dell’album sono tante, dalla title track a …A Psychopath, che colpisce anche perché vi è inclusa la telefonata reale al 911 di una donna vittima di abuso sessuale.

Gli arrangiamenti sono scabri. Lisa Germano, che in Geek the Girl, oltre a essere autrice di tutti i brani, suona vari strumenti, è una bravissima polistrumentista, ma la sua bravura è tutta al servizio dell’arte, non urla mai. Tutto è pervaso dalla sobrietà.

L’accenno di tarantella messo in apertura e in altri due punti del disco rende per contrasto più cupe queste canzoni. E quando, come nella bellissima Stars, posta in chiusura di album, la litania del 33 si attenua un poco quell’accenno di serenità sembra il massimo della serenità. Una dolcezza melodica che ti entra nel cuore e non ti lascia più.

In Geek the Girl Lisa Germano vive fino in fondo la desolazione. Ne assapora ogni goccia. Passa in mezzo al dolore senza nessuna protezione, come in un tentativo disperato di purificazione. E lo fa con voce debole, con l’ultima scintilla di vita rimasta lì, prima che tutto sia spento.