David Foster Wallace è stato uno scrittore americano tra i più lodati della sua generazione. Nacque nel ’62. Morì suicida nel 2008, dopo anni di lotta contro la depressione. È stato spesso inserito tra i massimalisti americani. Il suo romanzo del ’96 Infinite Jest lo consacrò definitivamente.
Ho scelto alcune frasi di David Foster Wallace dalle sue opere.
Frasi di David Foster Wallace
«Sono le onde a impedire che i mari siano semplicemente delle enormi pozzanghere.»
«Certe persone riescono a chiedere se c’è qualche problema in un modo che assicura un’appropriata risposta negativa.»
«Essere speciali non è molto lontano dall’essere soli.»
«Sembra, ogni anno, che la violenza si riveli sempre meno come la capacità, e sempre più come la pura e semplice opportunità, di fare del male.»
«Chi conosce i propri limiti non ne ha.»
«Ci vuole un grande coraggio per dimostrarsi deboli.»
«È difficile notare quello che vedi tutti i giorni.»
«L’ingiustizia è una maestra rigida ma impareggiabile.»
«È questa la vera malvagità, non sapere nemmeno che si è malvagi.»
«Giunse così alla conclusione che qualcosa in lei non andava: o in lei c’era qualcosa che non andava per via del timore irrazionale che qualcosa in lei non andasse.»

Foto di Steve Rhodes, CC BY 2.0.
«I consigli – anche quelli saggi – in realtà non servono a niente a chi li riceve, non gli cambiano niente dentro, e anzi possono confondergli le idee se gli fanno sentire il grande divario tra la relativa semplicità del consiglio e la complessità incasinatissima della sua situazione e del suo percorso.»
«Sono così bella che sono deforme.»
Le mie preferite
«Per qualche perversa ragione, è spesso più divertente desiderare qualcosa che averlo.»
In effetti la realtà materiale delude sempre. Perché tutto diventa abitudine. E perché ogni cosa desiderata, quando la ottieni, porta con sé problemi che prima non ti aspettavi. Per questo desiderare qualcosa, come dice David Foster Wallace, può essere più divertente che averlo. Perché inseguire la cosa desiderata ti dà l’illusione che, se la ottieni, la tua vita migliorerà.
«Stavo riflettendo su quella specie di filantropo che sembra repellente sul piano umano non malgrado la sua carità, ma per via di essa: a un certo livello si capisce che lui vede coloro che ricevono la sua carità non come persone, ma piuttosto come strumenti attraverso i quali può sviluppare la sua virtù.»
Già. La carità non è sempre carità vera, che è segno d’amore, a volte è carità apparente. E la carità apparente è segno di egoismo, è qualcosa che ci procura una buona reputazione. Per questo le persone che la ricevono sono strumenti che utilizziamo ai nostri fini.
«Tutti sono identici nella segreta tacita convinzione di essere, in fondo, diversi dagli altri.»
In Avere o essere? di Erich Fromm si parla di «mutuo antagonismo». Secondo Fromm la rivalità reciproca fa sì che si sia parte di un tutto. In effetti l’essere in competizione, se è ciò che divide, è anche ciò che unisce, se anche gli altri sono in competizione.
«Niente di quanto viene dalla natura è buono o cattivo. Le cose naturali sono e basta; le uniche cose buone o cattive sono le scelte delle persone poste di fronte a ciò che è.»
Il bene e il male sono nell’uomo, non nelle cose. Le cose sono neutre. È la reazione dell’uomo di fronte alla realtà esterna a essere buona o cattiva. Quando vediamo il male nelle cose ci stiamo identificando con le cose.
«Sono nudo, sapete. Sotto tutta questa roba.»
Noi non possediamo niente. Tutto ciò che ci illudiamo di possedere è destinato a volare via al primo soffio di vento. Siamo nati nudi e moriremo nudi. Se non cercassimo di allontanarci da questa verità saremmo ricchi. Perché il solo possesso possibile è la consapevolezza di non possedere niente.