Frasi di Gurdjieff

Al momento stai visualizzando Frasi di Gurdjieff
  • Categoria dell'articolo:Frasi

Georges Ivanovič Gurdjieff (1877-1949) è stato un filosofo e maestro di danze armeno.

Arrivò in Russia poco prima della Rivoluzione del ’17. Qui diede vita a gruppi e spettacoli di danza con cui si proponeva di dare corpo alle diverse tradizioni spirituali che aveva approfondito nella sua vita.

Viaggiò molto, sia prima dell’arrivo in Russia sia negli anni successivi.

Nel ’22 fondò a Parigi una comunità che accolse artisti, scrittori e personalità di vario genere, affascinati dalla ricerca interiore proposta dal filosofo armeno. La danza restava un momento centrale di quella ricerca.

Per Gurdjieff l’uomo deve svegliarsi. Deve lasciar cadere la sua maschera, le convenzioni, e trovare la sua autenticità. Deve insomma essere chi è, non chi crede di essere.

La sua influenza è stata rilevante in diversi campi. Si pensi per esempio, per quel che riguarda la musica, a Keith Jarrett e a Franco Battiato.

Qui propongo alcune delle frasi più incisive di Gurdjieff.

Frasi di Gurdjieff

La nostra morale è del tutto teorica e automatica. Se siamo veramente sinceri, possiamo vedere quanto siamo cattivi.

L’educazione è una maschera che non ha niente a che vedere con la nostra natura.

Siamo tutti quanti uguali, e ciascuno di noi, che è bravissimo a vedere la pagliuzza nell’occhio del vicino, è cieco ai propri peggiori difetti. Se un uomo è capace di vedere se stesso, può mettersi al posto di un altro, sapendo di non valere di più.

[…] ogni uomo ha le proprie debolezze e, se lo guardiamo da vicino, il miraggio di grandezza e di potenza svanisce.

[Le persone] dimenticano di guardare il vuoto insopportabile che si cela dietro la superba facciata creata dal loro autoinganno, e non si rendono conto che questa facciata ha un valore puramente convenzionale.

Non lasciatevi toccare dalle apparenze: in quanto tali, sono inoffensive. Siamo noi a permettere che ci feriscano.

Gurdjieff, l’autore di queste frasi
Gurdjieff, l’autore di queste frasi.

Tutte le esperienze che, nel momento in cui le facciamo, sembrano terribili, dopo un lasso di tempo talvolta irrisorio […] ci sembra che non valgano nemmeno un soldo bucato. Infatti i risultati del pensiero e del sentimento conducono spesso l’uomo ordinario a fare di una pulce un elefante e di un elefante una pulce.

Ogni individuo viene al mondo simile a un foglio di carta bianca; ma le circostanze e le persone che gli stanno intorno fanno a gara per imbrattare questo foglio e per ricoprirlo di ogni genere di scritte. Ed ecco intervenire l’educazione, le lezioni di morale, il sapere che chiamiamo conoscenza, tutti i sentimenti di dovere, onore, coscienza ecc.

Chiedetevi: «Sono libero?». Molti saranno tentati di rispondere di sì, se si trovano in una condizione di relativa sicurezza materiale, senza preoccupazioni per il domani, e se non dipendono da nessuno per la propria sussistenza o per la scelta delle proprie condizioni di vita. Ma è quella la libertà? È soltanto una questione di condizioni esteriori?