Gabriel García Márquez è stato un romanziere colombiano, tra i più apprezzati del Novecento, Nobel per la letteratura nell’82.
Il suo romanzo più celebre, Cent’anni di solitudine (1967), è alla base del realismo magico, uno stile che mescola la realtà con il mito e con la soprannaturalità e che ha influenzato vari scrittori sudamericani, per esempio Isabel Allende.
Ecco alcune frasi di Gabriel García Márquez, tratte dai suoi romanzi.
Frasi di Gabriel García Márquez
Il tempo passa senza far rumore.
Osservò all’improvviso che la sua bellezza si era disfatta e che ora gli faceva male fisicamente come un tumore o come un cancro. Sì, bisognava abbandonare la bellezza in un luogo qualunque; all’angolo di una strada, in un cantuccio suburbano, o abbandonarla nel guardaroba di un ristorante di seconda classe come un vecchio cappotto inservibile.
Fece un ultimo sforzo per cercare nel suo cuore il luogo dove gli si erano putrefatti gli affetti, e non poté trovarlo.
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Non riusciva a capire come mai aveva avuto bisogno di così tante parole per descrivere la guerra, quando ne bastava solo una: paura.
Doveva insegnarle a pensare all’amore come a uno stato di grazia che non era un mezzo per nulla, bensì un’origine e un fine in sé.

Foto di Jose Lara, CC BY-SA 2.0.
Nessun pazzo è pazzo se ci si adatta alle sue ragioni.
Così come i fatti reali si dimenticano, alcuni che non si sono mai prodotti possono anche inserirsi tra i ricordi come se fossero stati.
Se c’è una cosa per cui il giorno del Giudizio universale dovranno condannarti è che hai avuto l’amore in casa e non hai saputo riconoscerlo.