Marilyn Monroe (1926-1962) è una delle icone del cinema e del Novecento. Ha segnato la cultura pop del secolo come pochi hanno fatto. È stata e rimarrà un simbolo di bellezza e di modernità.
Alla base della sua fama planetaria c’è però un’infanzia difficile. Perché le difficoltà e il riscatto sono le due facce della stessa medaglia. Un’infanzia passata in parte in orfanotrofio. Affidata a più di una famiglia, la piccola Norma Jeane (questo il suo vero nome) venne più volte rifiutata. In questi rifiuti c’era già scritto il suo futuro. Avrebbe infatti detto Marilyn: «Sapevo di appartenere al pubblico e al mondo, non per il talento o la bellezza, ma perché non ero mai appartenuta a nient’altro o a nessun altro».
Ma il successo non era la soluzione. Infatti Norma Jeane, diventata Marilyn Monroe, oltre a sperimentare l’ebbrezza del successo, ne ha sperimentato prima di tutto l’inferno. La fama enorme l’ha portata a essere vista come un oggetto, un simbolo sessuale, una macchina da soldi. L’ipocrisia di Hollywood si è rivelata non meno spaventosa della somma di rifiuti patiti nell’infanzia. E la solitudine di Marilyn si è rivelata non meno opprimente della solitudine di Norma Jeane.
Le frasi di Marilyn Monroe che ho scelto, tratte da sue interviste, girano soprattutto intorno a questi due nuclei. L’infanzia complicata e gli inganni della gloria.

Frasi di Marilyn Monroe
Nessuno mi diceva mai che ero carina quando ero piccola. Bisognerebbe dirlo a tutte le ragazzine, anche se non lo sono.
Non ero mai felice da piccola, così la felicità non è qualcosa che io ho mai dato per scontato. Sono cresciuta in maniera molto differente rispetto alla media dei bambini americani che sono fatti crescere nell’aspettativa di essere felici.
Quando sono Marilyn Monroe voglio dimenticare Norma Jeane e – qualche volta – funziona.
Quella bambina triste che è cresciuta troppo in fretta non esce mai dal mio cuore. Nonostante tutto il successo intorno a me, sento ancora i suoi occhi spaventati guardare fuori dal mio corpo.
A Hollywood la virtù di una ragazza è molto meno importante della sua acconciatura di capelli. Vieni giudicata da come sembri e non per quello che sei.
Essere un’attrice non è mai stato tanto divertente quanto sognare di diventarlo.
Il successo fa sì che fin troppe persone ti odino. Vorrei che non fosse così. Sarebbe meraviglioso godersi il successo senza vedere l’invidia negli occhi di chi ti circonda.
La carriera è meravigliosa, ma non puoi stringerla nelle notti fredde.
La cosa che più mi fa paura di essere una stella è il fatto che tantissime persone che io non conosco possono essere così emotivamente coinvolte nei miei confronti. Voglio dire: se ti amano così tanto senza conoscerti di persona, allora possono anche odiarti alla stessa maniera.
La fama è volubile, lo so. Regala gratificazioni e inconvenienti, io li ho sperimentati entrambi.
La fama suscita invidia. La gente inizia a dire: «Chi crede di essere questa Marilyn Monroe?». La notorietà dà il privilegio agli altri di venire da te a dirti qualsiasi cosa, come se non urtasse i tuoi sentimenti, ma solo i tuoi vestiti.
Alle volte credo che le uniche persone che mi stanno intorno e che ascoltano davvero i miei problemi sono coloro che pago. Questo mi rende triste. Perché non posso avere intorno a me per tutto il tempo che voglio amici che non vogliano nulla da me?
Leggi anche l’articolo sulla morte di Marilyn Monroe.
Un’attrice non è una macchina, ma ti trattano come una macchina. Una macchina da soldi.
Un sex symbol diventa un oggetto, questo è il guaio.
Voglio essere un’artista, non un feticcio erotico. Non voglio essere presentata al pubblico come un afrodisiaco di celluloide.
A volte penso che sarebbe meglio evitare la vecchiaia e morire giovane. Ma vorrebbe dire non completare la propria vita, non riuscire a conoscersi completamente.
È facile togliersi i vestiti e fare sesso. Le persone lo fanno continuamente. Ma aprire la tua anima a qualcuno, lasciarlo entrare nelle tue paure, nel tuo futuro, nel tuo sorriso, questo è essere nudi.
Una volta celebri, potete leggere cose sul vostro conto, le idee di qualcun altro su di voi; ma ciò che conta – per sopravvivere, per affrontare giorno per giorno ciò che vi capita – è quel che pensate di voi stessi.