Un giorno di ordinaria follia (1993) è un film di Joel Schumacher. I protagonisti sono Michael Douglas (nei panni di «Bill» Foster) e Robert Duvall (il sergente Prendergast).
Los Angeles. Bill è in una situazione difficile. È stato lasciato dalla moglie. In più ha perso il lavoro.
L’uomo non può vedere sua figlia. Ma oggi lei compie gli anni, e Bill la vuole vedere a ogni costo.
Lungo il tragitto, si imbatte in situazioni in cui tocca il fondo della follia.
È una mattina afosa. Intrappolato in un ingorgo, Bill abbandona la macchina nel traffico. Prosegue a piedi. Poco dopo sfascia un negozio gestito da un coreano, colpevole di chiedere troppo per una Coca-Cola. Più tardi, in un quartiere ispanico, ha una lite furiosa con due delinquenti, infastiditi dal suo passaggio sul loro territorio. Tira fuori una mitraglietta in un fast food dove non vogliono servirgli la colazione a causa di qualche minuto di ritardo. Altri incontri violenti si frappongono tra lui e la casa della moglie, dove lo raggiunge il sergente Prendergast, che, pensando che sia ancora armato, lo uccide.
Il film porta sugli schermi le malattie dei nostri tempi, attraverso scene di tensioni razziali, di egoismo, di consumismo, di caos. Protagonista è infatti una società che ci rende ansiosi e che ha in Bill una sua scheggia impazzita.
Questo film è un bel viaggio nel caos alienante della metropoli. E si regge bene tra spettacolo e analisi dei nostri tempi. Ha però il limite di essere qua e là troppo cerebrale.
Quelle che seguono sono alcune frasi tratte da Un giorno di ordinaria follia, pronunciate da Bill.
Frasi da Un giorno di ordinaria follia
E così tu… tu credi che io voglia derubarti? No… no, vedi… no! Non sono io il ladro. Non sono io che chiedo ottantacinque cents per una Coca-Cola, sei tu il ladro! Io sto solo difendendo i miei diritti di consumatore, e riporto i prezzi al 1965.
Sentite, ragazzi, questa giornata per me è cominciata male. È meglio che lasciamo perdere.
Approfondisci Un giorno di ordinaria follia.
Io volevo solamente farmi i fatti miei oggi, volevo rispettare il vostro territorio e trattarvi da persone civili, ma è più forte di voi… Non volete nemmeno che uno si sieda qui per cinque minuti tranquillo sul vostro prezioso, merdoso territorio. Ok. Voi volete la valigetta? E io adesso ve la do, potete prendervela la valigetta. Eccotela la valigetta! Nei denti te la do! Nei denti, nei denti! Dove corri? Hai dimenticato la valigetta. Non la vuoi più?
Quello che mi ha fatto sempre rabbia è… Voltatevi, guardate lì. Quello [il panino] è bello gonfio, pieno di salsa, alto otto centimetri. Ora guardate questa insignificante, squallida cosa. Qualcuno sa dirmi in che somiglia alla foto?

Foto di Georges Biard, CC BY-SA 3.0.
Io cerco soltanto di arrivare a casa per la festa di mia figlia, e se nessuno si metterà sulla mia strada nessuno si farà del male.
Ho superato il punto di non ritorno. Lo sai qual è? È il punto in cui, in un viaggio, è più conveniente proseguire che tornare indietro.
Che accidente cercate di fare? Volete uccidermi con una palla da golf? Non vi basta aver recintato tutti questi ettari per il vostro stupido gioco? Volete uccidermi con una palla da golf? I bambini dovrebbero giocarci qui, le famiglie dovrebbero farci i picnic, dovrebbero esserci animali, uno zoo invece di voi con queste carrette elettriche di merda!
Se la sono presa con me.