Queste frasi malinconiche sono alcuni miei vecchi tweet. Le ho scritte e pubblicate quando Twitter era ancora Twitter. Le ho definite malinconiche perché mi pare che la malinconia, anche quando resta in sottofondo, ne sia il filo conduttore.

Frasi malinconiche
Mi piacciono le esistenze deraciné, le vite perse, e forse felici. Le storie. Le burrasche attraversate. Gli occhi gonfi di mistero.
È sempre stato così, da quand’ero piccolo. Gli altri bambini tornavano a casa sicuri, io deviavo di qua e di là, sui muretti, tra le siepi…
Ricordo spesso Aldo, un clochard che una volta mi disse che la sua casa era l’universo e che noi scambiavamo le nostre prigioni per ricchezza.
Ho nostalgia dei visi non incrociati, dei baci non dati, di quel vento che non si è mai alzato.
Tutto quello che pensiamo ci possa rendere felici ci apparirebbe piccolo, un capriccio da bambini, se fossimo felici.
L’estate in campagna dai nonni, la scuola finita. Le cene all’aperto, le opzioni per il futuro. L’infanzia. E poi tutto quel sole…
Siamo così impegnati a cercare la felicità che non abbiamo il tempo di essere felici.
Leggi anche i miei aforismi brevi.
Ricordo estati non vissute. E rive lontane.
Ho sempre amato la Francia. I colori del Nord e della malinconia. I bistrot. Le sue canzoni di amori perduti.
In passato, quella melodia era la promessa del futuro. Se la riascolto oggi, è la nostalgia di quel passato.
Ricordo quando si giocava dietro la chiesa, e gli intrecci del mondo erano un’ipotesi. E l’odore della cena era buono, nella casa di via Po.

Foto di Pratik Gupta da Pexels.
La pioggia batteva sui vetri, quel pomeriggio di quasi inverno, al bar della piccola stazione, prima che tu partissi.
Quest’odore sulle mani non va via. Non c’è sapone che serva. Ci sono odori destinati a restare, di un giorno d’estate, di uno stupore d’infanzia. E poi questo, di te che chiami un’ultima volta.