Ari Kiev è stato uno psichiatra statunitense, nato nel 1934 e morto nel 2009. Si è occupato di prevenzione del suicidio. Dagli anni Settanta ha inoltre aiutato gli atleti a gestire lo stress e a migliorare le prestazioni. In seguito ha anche messo a punto tecniche di rilassamento per i trader. Ha scritto numerosi best seller.
Di seguito riporto una scelta di frasi di Ari Kiev.
Frasi di Ari Kiev
Studiando la vita di individui che hanno saputo far fronte alle avversità, ho notato che costoro si erano proposti obiettivi precisi e avevano cercato con tutte le forze di raggiungerli. Dal momento in cui avevano deciso di concentrare le loro energie su un obiettivo specifico, avevano cominciato a superare le difficoltà più ardue.
È l’attività stessa che genera lo stimolo per ulteriore attività.
L’invidia deriva dal confronto irrazionale fra quanto hanno raggiunto altre persone e quanto avete raggiunto voi. Non è la mancanza delle qualità che possiedono gli altri a causare il vostro insuccesso, bensì l’incapacità di valorizzare a dovere le qualità che possedete.
L’ira può sopraffarvi e distruggere in voi l’incentivo ad agire. Tutte le volte che vi lasciate vincere dalla collera, riflettete su come sono andate le cose. Qualcuno vi ha trascurato o criticato. Perché la cosa dovrebbe darvi tanto fastidio? Dovete per forza dipendere dalle opinioni altrui? Non sarete stati voi stessi a permettere che altre persone vi imponessero le loro aspettative o controllassero il vostro comportamento?
L’individuo maturo riconosce i suoi limiti, agisce con umiltà e accetta serenamente le inevitabili differenze fra sé e i suoi simili. Nella misura in cui ammetterete i vostri limiti, vedrete dileguarsi la vostra frustrazione.
Qualcuno potrebbe credere che uno Stravinsky, un Einstein o un Picasso si sia conquistato, in forza del suo genio, il diritto all’eccentricità, all’idiosincrasia, alla caparbietà. Io sostengo al contrario che è stata la decisione di diventare padroni del proprio destino che ha dato loro il coraggio di tentare vie nuove.
La volontà di pensare l’impensabile richiede il coraggio di restare in solitudine, di correre il rischio del ridicolo.