Nato nel 1909 da una famiglia ebrea e morto nel 1966, Stanisław Jerzy Lec, l’autore dei Pensieri spettinati da cui sono tratte queste frasi, è stato un aforista e poeta polacco.
Si laureò in Legge nel ’33. In quello stesso anno uscì il suo primo libro di poesie.
Internato nel ’41 in un campo di concentramento, riuscì a fuggire e a unirsi alla resistenza.
La prima edizione dei Pensieri spettinati uscì nel ’57. Questa raccolta di aforismi gli diede presto fama internazionale. I Pensieri spettinati sono arguti, sferzanti, spesso essenziali. Lec smaschera, spesso con guizzi memorabili di satira, l’autoritarismo, le convinzioni comuni, la pochezza umana nascosta sotto mille ornamenti. Questi aforismi scavano in profondità, restituendoci tutta l’amarezza dell’autore polacco.
Frasi di Stanisław Jerzy Lec tratte dai Pensieri spettinati
«All’inferno il diavolo è un eroe positivo.»
«Capita di dover tacere per essere ascoltati.»
«C’è chi vorrebbe capire ciò in cui crede, e chi vorrebbe credere in ciò che capisce.»
«Ci sono zebre che starebbero anche in gabbia pur di passare per dei cavalli bianchi.»
«L’anello più debole è anche il più forte. Spezza la catena.»
«Quello? È di un’ignoranza enciclopedica!»
«Se un cannibale quando mangia si serve del coltello e della forchetta, si tratta d’un progresso?»
«Solo le persone di buon senso impazziscono.»
Le mie preferite
«La prima condizione dell’immortalità è la morte.»
Questa è una delle tante frasi in cui Stanisław Jerzy Lec mette in relazione gli opposti. Ne abbiamo viste alcune sopra. Altre ne vedremo qui sotto. L’anello più debole e quello più forte, l’ignoranza enciclopedica, la vetta e l’abisso e via dicendo. L’ossimoro è la figura retorica che prevale in queste perle di arguzia. Attraverso l’ossimoro Lec ribalta le convinzioni comuni. In questo aforisma lo scrittore polacco ci dice che proprio grazie all’esistenza del limite noi possiamo superare il limite.
«Se abbattete i monumenti, risparmiate i piedistalli. Potranno sempre servire.»
Già. Perché chi combatte il potere di oggi è il potente di domani. È quello che sostituirà i vecchi monumenti con i nuovi.
«I puritani dovrebbero portare due foglie di fico sugli occhi.»
L’immoralità non è solo in ciò che si guarda, a volte è anche negli occhi di chi guarda. Infatti chi vive nell’immoralità è portato a scorgerla ovunque.

«Anche sul trono si consumano i pantaloni.»
Il consumarsi delle cose fa parte del mondo. Riguarda tutti, re e sudditi. È inutile scalare le vette del potere. In cima al mondo altro non troverai che il mondo.
«Il momento in cui si riconosce la propria mancanza di talento è un lampo di genio.»
La vetta del pensiero umano è riconoscere la nullità del pensiero umano. Socrate insegna. È quando si è consapevoli del proprio nulla che si tocca la verità.
«In cima a ogni vetta si è sull’orlo dell’abisso.»
Più si è in alto più è profondo il luogo in cui prima o poi si cade.
«Ad alcuni per essere felici manca davvero soltanto la felicità.»
Si cerca la felicità ovunque. Nel denaro, nelle vacanze, negli abiti. Ma la felicità non è mai nelle cose. Così ad alcuni, che si arricchiscono di tutto allo scopo di essere felici, manca, per essere felici, solo la felicità.