Essere felici. Stupirsi, esserci

La verità è che facciamo mille cose per essere felici invece di essere felici. La felicità si raggiunge in modo diretto, qui e ora, non attraverso le strade su cui ci incamminiamo ogni giorno.

La felicità dipende da noi. Non dalle cose, dalle situazioni.

Essere felici è la cosa più complessa e semplice. Complessa, perché ci pare subordinata a obiettivi che non riusciamo mai a raggiungere. Semplice, perché basta capovolgere questa prospettiva.

Cosa ci rende insicuri e infelici? Il dipendere dal mondo. Se non abbiamo soldi, ci appare complicato arricchirci. Se li abbiamo, ne vogliamo sempre di più e siamo dominati dalla paura di perderli. E così per tutto il resto: il prestigio, la carriera, la stima di chi ci circonda, le mille comodità e i mille piaceri. Dobbiamo essere felici, piuttosto che cercare le cose che pensiamo ci rendano felici. In caso contrario non faremo mai un passo in avanti.

Non si può essere felici se si è in balia del mondo

La mancanza di felicità ci porta a individuarla in ciò che non abbiamo più (la gioventù, per esempio) e in ciò che non abbiamo ancora. E l’errore è proprio questo. Cose e fatti non ci portano la felicità.

Potremmo essere felici. Ma ci sentiamo insicuri e fragili, in balia del primo vento contrario.

Bisogna vivere, sentire il proprio respiro, stupirsi, esserci. Poi ci appariranno piccoli i successi di persone che crediamo imbattibili. Dietro il successo ottenuto con la forza c’è infelicità mascherata da finte sicurezze.

Essere felici
Sentirsi parte del tutto.
Foto di Victor Freitas da Pexels.

Il giorno più bello della tua vita è quello in cui decidi che la tua vita è tua.

Bob Moawad

Già. Perché inseguire sempre nuovi obiettivi è il segno che si è in balia della società e dei suoi modelli di felicità. Per poi scoprire ogni volta che quell’obiettivo non era quello giusto e mettersi all’inseguimento di una nuova meta. La felicità è dentro di noi, non nel mondo.